Collezionali tutti!

Psicosi da collezione

giovedì 12 febbraio 2004.

L’Italia è un paese di santi, poeti, navigatori. E collezionisti. La passione ci colpisce un po’ tutti, qualunque sia la classe sociale, l’età, il sesso o la professione: Fazio colleziona figure di cacca, la maggioranza colleziona le sue belle figure, l’opposizione si dà da fare collezionando liste unitarie. E chi più ne ha più ne metta. A parte le classiche: fumetti, francobolli, sconfitte dell’Inter, corna o amanti, abiti, scarpe, o debiti, le più curiose e bizzarre sono certamente quelle "a fascicoli", distribuite dagli editori nelle edicole, pubblicizzate a raffica in tivù. Avete presente? Quelle che con la 1° uscita, gratuita, ti regalano la chiglia completa dell’Amerigo Vespucci e con la successiva, per soli 3.50€, puoi avere la scotta in scala 1:2500 per fare la gassa da marinaio, che devi imparare per forza, altrimenti la baracca non sta in piedi e tu non puoi completare il controvelaccio che trovi nel 3° fascicolo. A soli 3.90€. Ma avete presente "l’amerigo"? Avrà un’ottantina di vele! Oltretutto, per un fattore di business è credibile che la riproduzione sia fedelissima e completa. Più pezzi ci sono, più fascicoli acquisti, più spendi. Se da 2/3 anni, ogni settimana ne salta fuori una nuova significa che il business tira, forse l’ISTAT dovrà riconsiderare le voci del paniere che calcola l’inflazione, o rivedere le stime degli occupati part-time. Finché si tratta di navi, aerei, bambole, botteghe artigiane dell’800 in miniatura, passi: ognuno è libero di accendersi un mutuo per ciò che gli pare ma quando si tratta de "I CLASSICI IN MINIATURA" con la minilibreria da costruire, la perversione, o meglio, il fondo del barile, comincia a sgretolarsi. Porca paletta ma chi può essere così matto da collezionarsi un opera letteraria così piccolina magari da far vedere agli amici in bella mostra con la lente d’ingrandimento? Dove la mette? In giardino così anche i nanetti si fanno una cultura?

Dove abita, alla "SWISS MINIATURE" alle porte di Lugano o nella "MINITALIA"? Chiccavolo è che la fa? Quanti cavolo ce-ne-sa-ran-no-in-I-ta-lia? E quando leggono in bagno, come fanno a non cascare nel water? A cosa si attaccano? Usano la bussola per attraversare il salotto altrimenti si perdono tra la gambe del tavolo? ...vai a capire! Involuzione della specie o perversione del marketing? Rivoluzione del gusto o vaccata del marketing? Bhooooo! Nel boom economico degli anni 70, la diffusione dell’enciclopedia era favorita dal fatto di rappresentare una specie di status, di avanzamento sociale, che si leggesse o meno. Nel salotto di casa, gli eleganti volumi in pelle, incastonati come pietre preziose nel mobile, col numerino progressivo stampato in oro sulla costa, attiravano l’attenzione di tutti gli ospiti, davano importanza, facevano intendere che i proprietari di casa erano sensibili alla cultura, all’astrofisica, conoscevano i classici. Quantomeno i nomi degli autori. Migliorava insomma ciò che oggi si definisce l’immagine sociale nelle relazioni con gli altri. Nello svaccamento dei primi anni 2000, cosa può rappresentare una collezione di classici "mignon" dentro la vetrinetta su misura, in casa? Qual è il messaggio che passa all’ospite? A chi è destinata sta robina? Qual è la sua utilità? Proviamo a mettere a fuoco i contorni socio-demografici della questione. La statura media degli italiani si sta progressivamente alzando: e loro ti fanno sti librettini per chi ha le dita da nanetto giapponese! Le nuove professioni fanno aumentare l’uso degli occhiali: e loro te la fanno in miniatura, cosi, oltre che spaccarti le pupille in ufficio ti tocca anche nel tempo libero per leggere Dante in corpo 6, con le sue belle note di "spiega" nel volumetto successivo. La gente legge sempre di meno: e loro pretendono di alzare la percentuale con i classici micro, così magari te ne fai 3 o 4 mentre sei in tram o tra un semaforo rosso e l’altro in macchina per recuperare il gap culturale. Ma chi può leggerle queste chicche? Gente che non ha un tubo da fare e ci vede ancora bene? A questo punto è meglio costruirsi il Titanic e affondarlo nella vasca mentre si fa il bagno.

Noi abbiamo esaurito tutte le ipotesi. E voi?

Se vi siete fatti una vaga idea che non sia legata a problemi di tossicodipendenza o schizzofrenia della dirigenza dell’editore che li distribuisce, scriveteci! Segnaleremo con piacere in questo spazio le vostre ipotesi.



 
         


 
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