Non solo nuove ma anche di più, ma almeno qualcosa si muove.

Vogliamo più panchine: la voce di Barriga scuote il Comune di Milano

Finalmente riconosciuta dal Comune la nostra campagna sulle panchine

lunedì 25 aprile 2005.

La campagna per la scarsità di panchine nel centro di Milano sembra veramente che non sia rimasta inascoltata. Barriga ha iniziato qualche anno fa, quando ancora non era una realtà editoriale, mandando alcune mail indirizzate alle autorità comunali preposte per cercare di sensibilizzarle sul problema della mancanza di panchine nella città. L’anno scorso poi, con la sponsorizzazione delle opere di restauro della fontana del Piermarini al Verziere in Piazza Fontana (vedere articolo) l’attività di informazione ha avuto una grande eco in tutto il mondo politico locale.

Il Comune ha lanciato una lodevole iniziativa che permette ai cittadinidi di vedere, tocare, provare e scegliere le nuove panchine da installare in giro per la città. La novità assolutamente positiva di questa iniziativa sta proprio nella possibilità di votare la propria panchina preferita tra una rosa di sei "candidate" anche molto diverse tra loro; il voto può essere effettuato direttamente nelle aree espositive, tramite internet o via SMS.

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Lupi e Nigro, n. 01

L’iniziativa "Una panchina per Milano" segna davvero una svolta nelle modalità di intervento da parte dei cittadini sulle decisioni dei governi locali che ogni tanto si ricordano che devono soddisfare le esigenze di chi, utenti e cittadini, utilizza queste infrastrutture: finalmente veniamo chiamati in causa e possiamo partecipare attivamente a scelte che condizioneranno in qualche modo le nostre abitudini. Per questo noi consideriamo questa iniziativa utile, innovativa e vincente e speriamo che tutto non si fermi alla sola sostituzione delle panchine esistenti.

La nostra redazione è prevalentemente composta da "camminatori" che si dilettano passando ore e ore in strada, girando per discutere delle attività del gruppo per decidere le strategie, le campagne, i prodotti e i campi di interesse in cui investire, prendendo spunto dalla città e dalla gente viva e vera.

L’unico inconveniente per chi passa tante ore in giro per la città è che se ci si vuole sedere non ci sono molte valide alternative, se non nei parchi e in alcuni piccoli angoli della città con tre o quattro panchine che, meteorologia permettendo, sono sempre sovraffollate o poste in luoghi particolarmente "sfigati". Basti pensare alle tre panchine di Piazza San Nazaro in Brolo dove il minimo che ti può capitare è finire sommerso nel guano...

Per non parlare del centro della città. Se mai vi venisse in mente di passeggiare per il centro, potreste imbattervi in una situazione a nostro giudizio paradossale. Tra il Castello Sforzesco e la già citata Piazza Fontana non c’è una panchina neanche a pagarla, solo qualche sasso deforme tra Piazza Duomo e Corso Vittorio Emanuele e delle scomode panche di marmo (non potevate metterci uno schienale?) in Piazza Della Scala. Per non parlare delle ancora più scomode panche marmoree di Piazzale Cadorna: sembrano progettate per far stare seduti il meno possibile, con quei rialzi posteriori che sembrano buoni solo a far venire il mal di shiena.

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Alberto Meda, n. 04

Per dovere di cronaca: in Piazza Fontana le panchine erano otto fino a due anni fa, poi qualche imbecille ne ha rotta una che, invece di essere riparata o sostituita, è semplicemente stata rimossa.

In ogni caso vi invitiamo a votare la vostra panchina prediligendo la comodità e non solo l’aspetto estetico: io sono per quella di Alberto Meda, la numero 4, forse un po’ troppo da "svacco", ma comodissima; anche la numero 1 di Michele de Luppi e Philippe Nigro non è male. Nel segno della continuità, della comodità e con un occhio alla solidità delle forme e dei materiali. Intanto continuamo a dire che: "Vogliamo più panchine"



 
         


 
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